Risolvere equazioni di secondo grado
Delta, soluzioni reali o complesse, forma esatta, vertice e grafico.
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Risolvere equazioni di secondo grado ax² + bx + c = 0 in pochi secondi
Un’equazione di secondo grado ha la forma ax² + bx + c = 0 con a ≠ 0. Questo risolutore calcola il discriminante Δ, ne deduce il numero di soluzioni, fornisce le radici in forma decimale e in forma esatta (radicali semplificati, frazioni ridotte, numeri complessi) e disegna la parabola con radici e vertice.
Le equazioni di secondo grado sono un argomento chiave del secondo anno delle superiori e in terza proseguono con lo studio della parabola nel piano cartesiano. Gli studenti usano lo strumento per controllare i compiti, gli insegnanti per preparare le correzioni, e chi studia fisica, ingegneria o economia per risolvere al volo equazioni che nascono da problemi concreti: lancio verticale, punto di pareggio, aree.
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Inserisci a, b e c
Scrivi i coefficienti nei campi «a (coefficiente di x²)», «b (coefficiente di x)» e «c (termine noto)». Sono ammessi decimali e numeri negativi; la riga «La tua equazione» mostra l’equazione così come è stata letta.
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Leggi Δ e le soluzioni
Il riquadro viola mostra il discriminante, il significato del suo segno (due soluzioni distinte, coincidenti o complesse), x₁ e x₂ arrotondate a 6 decimali e la «Forma esatta». Il pulsante «Copia risultato» copia tutto.
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Usa le schede e il grafico
Le schede riportano il vertice V(h; k), l’asse di simmetria, l’intersezione con l’asse y, la concavità, la somma e il prodotto delle radici, la forma canonica e la forma scomposta; il grafico evidenzia radici, vertice e intersezione con l’asse y.
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Apri la risoluzione passo per passo
Espandi «Risoluzione passo per passo» per vedere Δ calcolato con i tuoi numeri, la formula risolutiva con i valori sostituiti e il calcolo del vertice, pronti da ricopiare.
Il metodo: discriminante e formula risolutiva
Per ax² + bx + c = 0 (a ≠ 0) si calcola prima Δ = b² − 4ac. Se Δ > 0 le soluzioni sono x₁ = (−b − √Δ)/(2a) e x₂ = (−b + √Δ)/(2a); se Δ = 0 sono coincidenti, x = −b/(2a); se Δ < 0 non ci sono soluzioni reali ma due soluzioni complesse coniugate.
Completando il quadrato si ottiene la forma canonica a(x − h)² + k con h = −b/(2a) e k = −Δ/(4a): la parabola si ottiene da quella di y = x² con una dilatazione verticale di fattore a (che la ribalta se a < 0) e una traslazione che porta il vertice in V(h; k). Dietro le quinte il segno di Δ è stabilito con aritmetica intera esatta (così 0,1x² + 0,2x + 0,1 = 0 viene riconosciuta come caso Δ = 0) e le radici usano la variante numericamente stabile della formula, che non perde cifre quando b² è molto più grande di 4ac.
- a, b, c: i coefficienti; a moltiplica x² e deve essere diverso da zero, b moltiplica x, c è il termine noto.
- Δ (discriminante): il segno indica il numero di soluzioni reali (2, 1 o 0); se Δ < 0 le soluzioni sono
p ± qicon p = −b/(2a) e q = √(−Δ)/(2|a|). - ±: il segno meno dà una radice, il segno più l’altra; tutto il numeratore −b ± √Δ va diviso per 2a.
- Vertice V(h; k): minimo della funzione se a > 0, massimo se a < 0; la retta x = h è l’asse di simmetria.
- Somma e prodotto: x₁ + x₂ = −b/a e x₁ · x₂ = c/a, comodi per verificare un risultato o trovare una radice evidente.
- Forma esatta: √Δ viene semplificata portando fuori i quadrati (√48 = 4√3), poi la frazione è ridotta per il MCD dei suoi tre termini.
Esempi svolti
| Equazione | Δ | Soluzioni | Vertice V(h; k) |
|---|---|---|---|
| x² − 3x + 2 = 0 | 1 | x₁ = 1; x₂ = 2 | (1,5; −0,25) |
| x² − 2x + 1 = 0 | 0 | x₁ = x₂ = 1 (soluzioni coincidenti) | (1; 0) |
| 2x² − 7x + 3 = 0 | 25 | x₁ = 1/2 = 0,5; x₂ = 3 | (1,75; −3,125) |
| x² − 3x + 1 = 0 | 5 | x = (3 ± √5)/2: x₁ ≈ 0,381966; x₂ ≈ 2,618034 | (1,5; −1,25) |
| x² + 4x − 8 = 0 | 48 | x = −2 ± 2√3: x₁ ≈ −5,464102; x₂ ≈ 1,464102 | (−2; −12) |
| 2x² + 4x + 5 = 0 | −24 | x = (−2 ± i√6)/2 ≈ −1 ± 1,224745i | (−1; 3) |
Gli stessi valori mostrati dallo strumento (6 decimali, forma esatta semplificata).
A cosa serve un risolutore di equazioni di secondo grado?
- Compiti e verifiche: controllare Δ, le radici e la forma canonica di un esercizio, passo per passo.
- Fisica: una palla lanciata verso l’alto a 20 m/s da 1,5 m di altezza segue h(t) = −4,9t² + 20t + 1,5. Risolvendo h(t) = 0 si ottiene t ≈ 4,155303 s (l’altra radice, negativa, va scartata) e il vertice dà un’altezza massima di circa 21,908163 m per t ≈ 2,040816 s.
- Geometria: un rettangolo di perimetro 20 e area 21 ha per lati le soluzioni di x² − 10x + 21 = 0, cioè 3 e 7.
- Economia: un profitto P(q) = −2q² + 40q − 150 si annulla per q = 5 e q = 15 ed è massimo (50) per q = 10, valore letto direttamente sul vertice.
- Didattica: costruire esempi con radici intere e mostrare in classe come a, b e c deformano la parabola.
Errori frequenti
- Dimenticare il segno di b: in x² − 3x + 2, b = −3, quindi −b = 3 e b² = (−3)² = 9, non −9.
- Dividere per 2a solo una parte: va diviso tutto il numeratore −b ± √Δ, non solo √Δ.
- Leggere a, b, c senza riordinare: 2x² = 7x − 3 va prima scritta come 2x² − 7x + 3 = 0.
- Scrivere «impossibile» quando Δ < 0 senza precisare: lo è in ℝ, ma in ℂ esistono due soluzioni complesse coniugate.
Tutti i calcoli avvengono localmente nel tuo browser: nessun dato viene inviato. I risultati decimali sono arrotondati alla sesta cifra decimale; la forma esatta è mostrata finché il valore assoluto del discriminante, calcolato con i coefficienti resi interi, resta sotto 253 ≈ 9 · 1015. I coefficienti non nulli devono essere compresi tra 10−100 e 10100 in valore assoluto.
Domande frequenti
Come indica il discriminante il numero di soluzioni?
Si calcola Δ = b² − 4ac. Per x² − 3x + 2 = 0, Δ = 9 − 8 = 1 > 0: due soluzioni reali distinte, x₁ = 1 e x₂ = 2. Se Δ = 0 (x² − 2x + 1 = 0) le soluzioni sono coincidenti, x = 1; se Δ < 0 (2x² + 4x + 5 = 0, Δ = −24) non ci sono soluzioni reali.
Cosa mostra lo strumento quando Δ è negativo?
Mostra le due soluzioni complesse coniugate p ± qi, con p = −b/(2a) e q = √(−Δ)/(2|a|). Per 2x² + 4x + 5 = 0 si ottiene x ≈ −1 ± 1,224745i, cioè (−2 ± i√6)/2 in forma esatta. In ℝ l’equazione è impossibile e la parabola non interseca l’asse x.
Come viene semplificata la forma esatta?
Lo strumento porta fuori dalla radice i fattori quadrati (√48 = √(16 · 3) = 4√3) e divide numeratore e denominatore per il loro MCD. Così x² + 4x − 8 = 0 dà (−4 ± 4√3)/2 = −2 ± 2√3. Funziona anche con i decimali: x² + 0,5x − 1 = 0 dà (−1 ± √17)/4.
Cosa succede se a = 0?
L’equazione diventa di primo grado, bx + c = 0, quindi x = −c/b. Con a = 0, b = −3 e c = 2 lo strumento restituisce x = 2/3 ≈ 0,666667. Se anche b = 0, l’equazione è impossibile (c ≠ 0) oppure indeterminata (c = 0).
Come trovo il vertice e la forma canonica?
Il vertice è V(h; k) con h = −b/(2a) e k = −Δ/(4a). Per x² − 3x + 2 è V(1,5; −0,25) e la forma canonica è y = (x − 1,5)² − 0,25. Se a < 0 il vertice è un punto di massimo: −x² + 2x + 3 raggiunge il valore massimo 4 per x = 1.
Come verifico le soluzioni con somma e prodotto?
Le radici soddisfano sempre x₁ + x₂ = −b/a e x₁ · x₂ = c/a. Per 2x² − 7x + 3 = 0 le radici sono 1/2 e 3: la somma vale 3,5 = 7/2 e il prodotto 1,5 = 3/2. Lo strumento mostra entrambi i valori per controllare subito un calcolo fatto a mano.